L’ipnosi può essere anche uno strumento per alleviare il dolore e creare analgesia!

Dott. Paolo Pillon

Possiamo dire che l’esperienza del dolore sia comune a tutti gli esseri umani.

L’incapacità di provarlo è parte invece di una malattia rara conosciuta al mondo scientifico e medico come “Insensibilità congenita al dolore” (anche detta CIPA, acronimo di Congenital Insensitivity to Pain with Anhidrosis). A causa di questa malattia l’aspettativa di vita si riduce drasticamente visto che questi bambini non riescono a percepire il dolore e così nemmeno le variazioni di calore e di freddo.

Questa riflessione secondo me è molto importante perché possiamo così forse meglio “accettare” in parte la nostra percezione del dolore (soggettiva) come esperienza essenziale e vitale allo stesso tempo.

Anche le nostre emozioni associate al dolore sono importanti dell’influenzare l’esperienza dolorifica e la tolleranza ad essa sono oggetto di studi da moltissimi anni.

Già al tempo dei Greci e degli Egizi molti rituali che potremmo considerare al tutti gli effetti “ipnotici” portavano benefici alle persone che riportavano grandi dolori sia fisici che psichici. Queste erano proprio le prime terapie antalgiche che possiamo riportare come endogene, cioè creata in realtà dal soggetto stesso tramite i suggerimenti dei guaritori e dei sacerdoti.

Nei tempi moderni gli anestetici farmacologici più noti sono stati l’etere, il cloroformio e il protossido d’azoto per poi menzionare le numerose sostanze naturali che l’uomo ha sempre usato per poter anestetizzare una parte dei dolori che la vita gli faceva sperimentare (dai chiodi di garofano alla cocaina e in generale nelle droghe).

Un medico famoso che inizio ad effettuare operazioni chirurgiche senza utilizzare anestetici chimici fu James Esdaile.
In india egli sperimentò per anni l’utilizzo dell’ipnosi come strumento per apportare notevoli modificazione alla sensibilità al dolore dei suoi pazienti.

Oggi si diffondono sempre più queste sperimentazioni anche in campo
odontoiatrico, in oncologia, in ostetricia e in molti altri ambiti medici che permettono a molte persone di poter fare a meno degli anestetici chimici che talvolta possono anche avere controindicazioni gravi come per gli allergici.

Vorrei citare il grande medico psichiatra Milton H. Erickson che utilizzò l’ipnosi per alleviare il dolore cronico e acuto a molti dei suoi pazienti. Egli potè essere così efficace ed efficiente nel suo lavoro anche perchè la sua vita lo portò a sperimentare il dolore su se stesso più volte fino alla sua morte (ricordiamo solo che si ammalò di poliomelite per ben due volte che lo portò a non poter più deambulare per molti anni della sua vita). Egli riusci a creare per primo degli stati autoipnotici analgesici che sperimentò su se stesso e poi trasferì ai suoi pazienti.

Vorrei quindi terminare questa parte di scritto con le sue stesse parole sulla definizione di dolore che egli stesso diede:
“Il dolore è un fenomeno di cui gli esseri umani hanno esperienze frequenti, estese ed enormemente diverse, ma, come fenomeno in sé, il dolore è assai poco compreso tanto dagli scienziati quanto dai profani. Sappiamo che si tratta di una esperienze soggettiva, la quale non deve essere necessariamente presente anche quando si possono avere adeguate prove fisiologiche in base alle quali stabilire che in quel momento vi dovrebbe essere una esperienza estremamente tormentosa anche quando non sia stato originato da alcuna causa organica, fisiologica, ma semplicemente da uno stato psichico.”(Erickson, 1984)

Parole che fanno riflettere anche sulla sua grande sensibilità alla sofferenza fisica e psichica che l’uomo può provare attraverso questa esperienza così comune che sembra accompagnarlo nel suo percorso evolutivo fin dalla notte dei tempi.

Vi lascio quindi con questa frase ed un suggerimento da ricordarcene soprattutto nei nostri momenti più difficili: “Il dolore di ieri potrà essere la nostra forza di oggi ed anche la nostra luce nel domani” …e se proprio il
dolore fosse così insopportabile….ricordati che l’ipnosi ti può aiutare.

Bibliografia

  • Erickson, M. H. (1984). Opere, vol. IV. L’ipnoterapia innovatrice. Astrolabio, Roma.
  • Esdaile, J. (1846). Mesmerism in India, and its practical application in surgery and medicine. Longman, Brown,
  • Green, and Longmans
  • Marchiori, G., & Casiglia, E. (2015). Ipnosi: un approccio terapeutico al dolore che rende liberi.
  • Rabuffi, M., Petruccelli, F., Grimaldi, M.N. (2018) L’ipnosi in pratica. L’induzione della trance e la sua applicazione in ambito clinico. Alpes Italia
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